Frigento

Arroccato in splendida posizione panoramica sulla cima di tre colli, che fanno da spartiacque tra le valli dell’Ufita e del Fredane, domina la vallata dall’alto dei suoi 911 metri  da cui si gode una veduta a 360 gradi sull’Irpinia (passeggiata dei Limiti), Frigento è una vera oasi di pace, in cui cercare frescura nella stagione calda ed in cui si respira davvero aria salubre.

Il borgo, immerso nel verde dei boschi circostanti, ricchi di sorgenti, è un pregevole esempio di tipica cittadina irpina, senz’altro una delle più belle, con un bel centro storico pulito, ordinato e dalle linee armoniose.

Il centro storico, che mantiene pressoché inalterato l’impianto urbanistico antico, è un “museo a cielo aperto” che conserva un patrimonio artistico di notevole valore. Passeggiare per le vie del paese è una continua scoperta di scenari suggestivi e improvvisi scorci, che si aprono su uno dei tanti prospetti signorili dei palazzi settecenteschi dai meravigliosi portali in pietra lavorata.

Frigento, vera e propria terrazza sull’Irpinia, non lontana dalla Valle d’Ansanto e dalla cosiddetta Mofeta, luogo famosissimo fin dall’antichità, citata anche da Virgilio nell’Eneide (VII Canto, Versi 563-565), per le sue esalazioni che ricordano quelle della Solfatara.

Abitata sin dall’antichità, Frigento conserva un’impronta di ciascuno dei suoi conquistatori. Presso gli antichi romani la cittadina era un castrum, un avamposto di Aeclanum, e dei romani conserva l’originario impianto   viario basato sul cardo e sul decumano, le antiche cisterne, i resti di alcune ville patrizie ed i laterizi del sistema fognario.

La Cattedrale è uno splendido esempio di architettura settecentesca, con la lunga tela del Vecchione a ricoprire interamente il transetto e la navata principale, e con un organo ed un pulpito lignei di notevole bellezza. Al di sotto della sua attuale struttura la Cattedrale nasconde il perimetro di una chiesa longobarda i cui resti, venuti alla luce dopo il terremoto, sono in parte visibili presso il Museo archeologico allestito nella suggestiva cripta.

Devastata dai Saraceni, incendiata nel 1496 da Ferdinando d’Aragona, e successivamente feudodei Gesualdo, dei Filangieri e dei principi di Avellino, Frigento si presenta oggi, dopo il restauro post-sisma dell’80 con le caratteristiche di un borgo del ’700, con le sue chiese, i chiostri ed i palazzi dai portali in pietra lavorata da abili scalpellini locali.

Sono molte le manifestazioni laiche e religiose che si susseguono durante l’anno. Tra le più importanti a fine luglio si svolge la Sagra della cicerchia, un tipico legume non molto conosciuto, ad inizio agosto la manifestazione delle antiche tradizioni contadine, il 13 agosto la festa dell’organetto e poi  il 15 agosto quando sfilano i Carri dei Covoni trainati dai buoi, recanti artistiche composizioni di grano; e il 16 agosto, quando, appunto, si celebrerà San Rocco e le donne prepareranno i Mezzetti, tradizionali recipienti di legno che un tempo rappresentavano l’unità di misura dei cereali dell’alta Irpinia (25 kg). Addobbati come guglie, con grano intrecciato, spighe e fiori, i mezzetti vengono portati sul capo dalle devote per essere offerti al santo in segno di ringraziamento per il raccolto.

Via Duomo di Paolo Franzese  http://www.ipwebdesign.it/myart

VIA  LIMITI

” …Frigento (…) tiene un passaggio intorno intorno alla citta’ sempre in piano di quasi un miglio con una ammirabile e singolare veduta di lontananza, (…) che apporta diletto e appaga la vista, non essendo la veduta impedita da altre montagne vicine, bensi’ vedensi Frigento quasi un punto in mezzo al circolo, un monte in mezzo a tanti monti che li fan da corona e circonferenza” 

Carmine Pascucci, fine del ’700 

Via Limiti non è una strada qualsiasi, è la passeggiata con veduta panoramica a 360°. Lungo il suo percorso di circa 700 metri, quasi pianeggiante (quota minima 893 m. quota massima 897 m.), passeggiando o stando seduti all’ombra di alberi frondosi, è possibile ammirare un paesaggio unico e maraviglioso fatto di valli, di boschi, di montagne, di insediamenti rurali e centri arroccati sulle montagne di circa 65 paesi.